Magnetoterapia: esposizione di una parte o di tutto il corpo a particolari impulsi di campo magnetico o elettromagnetico.
I buoni risultati riscontrati dall’impiego dei campi magnetici nella cura delle osteopatie, delle artropatie, delle ulcere e di altre manifestazioni patologiche hanno accresciuto negli ultimi anni l’interesse dei clinici e dei ricercatori verso le tecniche di magnetoterapia, favorendo una ricerca più approfondita per una migliore conoscenza dei rapporti di interazione fra i campi magnetici ed il corpo umano. Si evidenzia un’azione regolatrice dei campi magnetici sul sistema endocrino e nervoso, con particolare interessamento delle strutture endocellulari e della membrana citoplastica. Quest’ultima risente in modo particolare dell’effetto benefico dei campi magnetici, dato che essi modificano la distribuzione ionica “alterata” e sono in grado di ripristinare quella normale. L’azione dei campi magnetici è ben descrivibile in termini di parallelismi bioelettrici esistenti fra le cellule tissutali, poiché agisce sulla differenza di potenziale elettrico presente ai due lati della membrana, nonché sull’orientamento degli atomi circolanti, che altro non sono che bipoli magnetici elementari. Elenchiamo in breve qui di seguito i principali effetti documentati in seguito ad applicazioni dei campi magnetici sul corpo umano:
- Influenza diretta su gran parte dei sistemi enzimatici;
- Interferenza nei processi di trasmissione del dolore, tramite liberazione di endorfine e similari, promuovendo così un’azione antidolorifica;
- Modificazione della permeabilità della membrana cellulare che favorisce un buon funzionamento della pompa del sodio, con rimozione della stasi semiliquide con effetto antiedemigeno;
- Parziale normalizzazione del rapporto tra antigeni e anticorpi;
- Stimolazione ed incremento (qualitativo e quantitativo) dei processi di calcificazione del sistema osseo;
- Stimolazione ed incremento della biogenerazione dei tessuti;
- Stimolazione ed incremento della vascolarizzazione e dell’ossigenazione dei tessuti;
- Influenza sull’attività del tessuto liscio intestinale
- Accelerazione nella formazione del callo osseo;
- Concreta barriera alla formazione di pseudoartrosi o di callo ipertrofico;
- Migliore orientamento di fibre reticolari e collagene;
- Miglioramento dei processi di guarigione post-operatoria dei tessuti molli, riduzione delle formazioni edematose;
- Potenziamento dell’effetto farmacologico.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE (con onda sinusoidale)
- ARTROSI (dolore)
- ARTERIOPATIE OBLITERANTI
- ATROFIE MUSCOLARI
- ASMA BRONCHIALE
- BROCOPNEUMOPATIE CRONICHE
- CICATRICE POST-CHIRURGICA
- DERMATITI ERITEMO-SQUAMOSE
- DERMATITI PAPULO-EDEMATOSE
- DERMATITE DA IRRADIAZIONE
- DISFUNZIONI NEUROVEGETATIVE
- DISTORSIONI
- DISTURBI CLIMATERICI
- DISTURBI DEL SONNO
- DOLORE
- DOLORE ERPETICO
- EDEMA LINFATICO
- EPICONDILITE
- FERITE
- INFEZIONI CRONICHE
- IPERTONIE
- ISCHIALGIA – SCIATALGIA
- LOMBALGIA
- USTIONI
- NEVRALGIA ARTI INFERIORI
- NEVRALGIE BRACHIALI
- NEVRALGIE DEL TRIGEMINO
- PARESI
- CAPSULITE ADESIVA
- PIAGHE TORPIDE
- POLIARTRITE CRONICA
- SINDROME DI RAYNAUD
- STIMOLAZIONE ALLA RIGENERAZIONE TISSUTALE
- ULCUS CRUCIS
- VARICI
INDICAZIONI TERAPEUTICHE (con onda quadra)
- ARTRODESI VERTEBRALE
- ARTROSI (limitazione funzionale)
- CONDROPATIA
- DEPRESSIONE
- EMICRANIA
- FRATTURE
- LUSSAZIOINI
- MORBO DI SCHEUERMANN
- MORBO DI SUDECK (algodistrifia)
- NECROSI AVASCOLARE (testa del femore)
- OSTEOCONDROSI
- OSTEOPOROSI
- PSEUDOARTROSI
- RITARDI DI CONSOLIDAZIONE
- TENDINITE CRONICA
CONDROINDICAZIONI:
- Portatori di pace maker o altri dispositivi elettronici impiantati
- Soggetti cardiopatici
- Soggetti affetti da epilessia
- Donne in stato di gravidanza
- Importanti squilibri della pressione arteriosa
- Importanti malattie del sistema nervoso
- Insufficienze renali
- Portatori di protesi metalliche e/o sintesi magnetizzabili
- Evitare l’uso durante il ciclo mestruale


